La rivista AGARTHA. Sguardi dalla Terra di Mezzo è uno spazio editoriale (fanzine) dedicato alle culture e alle arti del Mediterraneo, raccontate attraverso gli sguardi di protagonisti diretti – artisti, studiosi, professionisti – impegnati a vario titolo nella divulgazione. Riflessioni, idee e prospettive artistico-culturali in linea con la visione e le attività dell’associazione, declinate in aree tematiche multidisciplinari.
A partire dalla prima uscita e con cadenza semestrale – in coincidenza degli equinozi – ciascun numero è dedicato a un macro-tema, rispetto al quale chiediamo agli autori che ci onorano del loro contributo di modellare il proprio punto di vista.
Ogni rubrica, declinata al plurale, rispecchia i mondi di interesse di AGARTHA e le attività connesse all’associazione: VISIONI (fotografia), NARRAZIONI (letteratura), FORME (arti visive e plastiche), ECHI (musica), ALMANACCHI (storia), FOCUS (società e politiche), SCENE (teatro), CARTOLINE (viaggi e storie dal mondo).
Il tema di questo numero è SACRO (N. 1, Marzo 2026).
Nominare l’innominabile. Abbiamo provato a farlo in questo N. 1, che sboccia con la primavera e l’equinozio di marzo, come il mito di Persefone e Demetra, incarnato nella festa dell’entroterra abruzzese che ci racconta la scrittrice Beatrice Tauro, nelle sue NARRAZIONI. Gli ECHI del sacro e quelli del “silenzio pieno” giungono, invece, dai luoghi mistici in cui Hanna M. Civico, cantante e maieuta della voce, ha scelto di mettere radici. Se il FOCUS del regista Luca Calvetta toglie il velo al “mare nascosto”, che è tutto interiore, come il paese che lo aveva preceduto, le VISIONI del fotografo Angelo Maggio rimettono quello stesso velo nel posto in cui deve stare: sul capo della Vergine Maria, portata a spalla dai fedeli in processione. A condurci lontano, alle sacre origini della civiltà, ci pensa il REPORTAGE di Andrea Semplici, che in terra d’Algeria incontra Dio, inciso su una roccia. Non su pietra ma su supporto video-fotografico si rivelano le FORME del sacro all’artista Salvatore Insana; mentre, da luoghi acustici e corpi risonanti, emergono le voci attoriali che il regista Alessandro Serra guida sulle SCENE come fossero oracoli. Ancora una volta, dal Marocco, sua seconda casa, Lucia Noura Valori conclude con le CARTOLINE multiculturali, nel mese di astinenza in cui coincidono Quaresima e Ramadan.
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